Chiesa San Rocco di Chignolo PDF Stampa E-mail

S. ROCCO DI CHIGNOLO E LA “CORNA RONDENA”

 CHIESA DI S. ROCCO

La chiesetta, all’epoca della sua costruzione definita come oratorio campestre, venne edificata nel 1889 e dedicata a San Rocco. La facciata principale è rivolta ad Est, arricchita da lesene in muratura con capitelli che reggono il cornicione, mentre la parete rivolta a Nord sostiene un campanile a “vela” con una piccola campana. San Rocco è raffigurato nella parte superiore della porta d’ingresso. Ad un secolo circa di distanza dalla sua costruzione - nel 1980/’81- gli abitanti di Chignolo si sono prodigati per un sostanziale restauro dell’edificio di culto.

Il santo, nato a Montpellier (Francia) nel 1295, nel 1315 sarebbe venuto in Italia prodigandosi durante le epidemie di peste. E’ considerato protettore contro la peste, male di cui sarebbe morto a Varese nel 1327 curando gli appestati. Viene festeggiato il 16 agosto.

San Rocco è il santo più presente nelle tradizioni popolari. E’ raffigurato giovane, con barba, in abito da pellegrino, nell’atto di indicare un bubbone sulla gamba,  col cane che lo accompagna che a volte porta un pane in bocca. Con questa rappresentazione San Rocco si rivolge alla gente dei secoli passati col linguaggio efficace dei simboli.  Il culto dei santi è spesso legato alla natura di un’economia agro-pastorale tipica di una società posta in zona impervia e impegnata in una lotta continua con gli elementi naturali: l’ansia alimentare, la malattia, l’alto tasso di mortalità infantile, la perdita del bestiame. Per queste ragioni si costruivano chiese in luoghi sperduti tra i boschi dove i devoti accorrevano in cerca di aiuto per ottenere rassicurazione e protezione alle dure intemperie della vita.

CORNA RONDENA

 La “Corna Rondena” è una cavità naturale a sviluppo orizzontale. Alta circa 7 metri all’ingresso,  si riduce a circa 4 metri sul fronte terminale,  la profondità è di  6 metri circa. Si evidenziano al suo interno sedimenti  che hanno scarsa consistenza rocciosa, mentre la volta si sostiene da millenni  con la forza possente delle sue rocce calcaree venate di rosa.  La grotta è stata sicuramente frequentata sin da tempi remoti da gruppi umani che si inoltravano nelle nostre valli per cacciare. La particolare caratteristica della cavità e la sua solitaria collocazione  hanno favorito il sorgere di  un’aurea di sacralità  sul luogo, suggestionando l’animo religioso dell’uomo antico che si è perpetuato nel tempo sino ai giorni nostri. 

Negli anni 1950/1960, era tradizione per i giovani di Chignolo ritrovarsi presso la grotta durante il giorno di S. Stefano. In seguito,  al suo interno è stata posta una piccola statua della Madonna a rimarcare la spiritualità del luogo.

 Etimologia del nome

E’ probabile che l’origine del suo nome sia  legato alla morfologia della grotta che ha una configurazione semicircolare. Il termine “rondena” deriva da luogo rotondo o da un percorso che si estende in modo sinuoso offrendo all’antico abitante la sensazione di camminare su un tracciato  tondeggiante.

 Tempo di percorrenza

La Corna Rondena si raggiunge in 15 minuti di cammino  seguendo il sentiero della “Mandra”,  recentemente ripristinato, che parte dal sagrato della Chiesa di San Rocco in prossimità della frazione Chignolo d’Oneta. Arrivati alla grotta il sentiero prosegue verso  il luogo denominato  “Dasla”, dopo un breve tratto si inoltra nell’area boschiva detta “Squaslì”  per poi raggiungere un roccolo di caccia,  comunemente detto “rocolù”, in territorio di Vertova .

 

 

                                             Chiesa San Rocco Chignolo

 

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