Chiesa della Plazza
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Chiesa della Plazza

            1704 -  Costruzione della chiesetta alla frazione Plazza dedicata alla Santissima Trinità. Le famiglie  sono 19,  regge lo “Status animarum” della piccola comunità il prete Don Antonio Carobbio. Il 26 agosto 1711 la popolazione del luogo esprime il desiderio che venga celebrata regolarmente la messa, allo stesso tempo che sia concessa la facoltà di benedire l’oratorio di detta chiesa. Il vescovo Guindani che la visita nel 1887 la descrive piccola e di gusto romano con un solo altare tutto di legno, ha per ancona un quadro rappresentante il mistero della SS. Trinità. A lato sinistro dell’altare vi è la sagrestia sopra la quale si eleva un piccolo campanile con due campane.

 La chiesa ha subito un ampio intervento nel 1903 (testimoniato da una epigrafe posta sulla facciata esterna sopra la porta maggiore, oggi scomparsa). In particolare si è costruito un muro sul lato Nord sopra il quale  è stato innalzato il campanile, dotato questa volta di una sola campana che porta la data 1683  proveniente  dal Santuario del Frassino. Il bellissimo quadro settecentesco, in gravissime condizioni di conservazione,  è stato oggetto di restauro nella metà degli anni sessanta grazie al contributo personale dell’allora parroco di Oneta Don Brumana, ciò ha permesso di recuperare solo due immagini separate dell’intera composizione; la figura del Padre Eterno  e quella della Vergine con il volto rivolto verso l’alto. Le notizie  storiche sono piuttosto scarne, determinate anche dal fatto che la chiesa non è molto antica; si può aggiungere che il 29 luglio 1907 sono raccomandati restauri generali, mentre  il primo luglio 1920 sono reclamati riparazioni e restauri finalizzati in particolare a togliere la grande umidità che vi si riscontra.

Gli abitanti e i nativi della frazione si stanno prodigando  per un  recupero complessivo dell’intera struttura che ha visto nell’estate del 1985 il totale rifacimento del tetto e la ricostruzione del campanile ultimato alla fine di agosto del 1997.

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